{"id":7380,"date":"2018-02-19T13:19:38","date_gmt":"2018-02-19T12:19:38","guid":{"rendered":"http:\/\/boxcommunication.it\/web\/?p=7380"},"modified":"2021-01-11T17:03:30","modified_gmt":"2021-01-11T17:03:30","slug":"stefania-ercolani-siae-soundreef-in-store-non-e-unalternativa-low-cost-a-siae-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/boxcommunication.it\/web\/stefania-ercolani-siae-soundreef-in-store-non-e-unalternativa-low-cost-a-siae-prima-parte\/","title":{"rendered":"Stefania Ercolani (Siae): &#8220;Soundreef in store non \u00e8 un&#8217;alternativa low cost a siae &#8211; Prima Parte"},"content":{"rendered":"<!DOCTYPE html PUBLIC \"-\/\/W3C\/\/DTD HTML 4.0 Transitional\/\/EN\" \"http:\/\/www.w3.org\/TR\/REC-html40\/loose.dtd\">\n<html><body><p>Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata telefonica con Stefania Ercolani, direttore ufficio multimedialit&agrave; di SIAE. Chi dice che SIAE non sia cambiata negli ultimi tempi sbaglia di grosso. La sua voce oggi &egrave; pi&ugrave; chiara e tante procedure sono state davvero semplificate. Per questo la presunta contrapposizione Davide \/ Soundreef contro Golia \/ SIAE, ovvero la &lsquo;guerra&rsquo; tra libert&agrave; &amp; progresso del nuovo contro il &ldquo;monopolio&rdquo; del vecchio di cui spesso si legge sui media &egrave; francamente ridicola. Eppure il messaggio che passa, sui media, &egrave; soprattutto questo. Sia chiaro, SIAE non &egrave; perfetta, ma tutela con efficienza i diritti di autori, compositori ed editori. Non &egrave; certo quel carrozzone di inefficienze plurime che tanti descrivono in dettagli che non possono conoscere. La tutela del diritto d&rsquo;autore &egrave; infatti materia complicata anche per chi se ne occupa davvero, nei tribunali o sul territorio. Chi sui media racconta queste materie potrebbe farlo facendo ipotesi, descrivendo problemi, non solo mitizzando lo &lsquo;splendido nuovo che avanza&rsquo;. Mai e poi mai, ad esempio, sui media si racconta cos&rsquo;&egrave; Soundreef In Store. Su Soundscapes.it, grazie ad AMP, spazio per questa materia c&rsquo;&egrave;, eccome.<\/p>\n<p>Nell&rsquo;ultimo anno la rete commerciale, soprattutto al Nord, grazie anche a tanti nuovi centri commerciali, &egrave; stata davvero rinnovata ed il livello musicale e sonoro di quanto diffuso nei negozi si &egrave; decisamente alzato. Sta crescendo anche una vera cultura dei diritti musicali?<\/p>\n<p>&ldquo;Nel tipo di spazi da lei descritti, la qualit&agrave; della musica, la sua personalizzazione &egrave; probabilmente davvero cresciuta. Chi ha una SPA sa oggi perfettamente che l&rsquo;utilizzo di musica rock &egrave; di solito poco consigliabile. In un certo tipo di esercizi c&rsquo;&egrave; davvero pi&ugrave; consapevolezza musicale. Si &egrave; capito che la musica giusta serve davvero allo spazio commerciale. Purtroppo negli esercizi pi&ugrave; piccoli, magari in provincia, i gestori non sono allo stesso livello. Dal punto di vista dei diritti, dell&rsquo;effettivo pagamento, la rete SIAE &egrave; comunque davvero diffusa sul territorio. I diritti di esecuzione vengono pagati con regolarit&agrave;. Chi in SIAE lavora in una certa zona ha la possibilit&agrave; di conoscerla bene e tenere sotto controllo anche utilizzazioni minimali. Purtroppo ultimamente subiamo non poco disturbo da chi come Soundreef si muove con grande aggressivit&agrave;, utilizzando compensi bassi, e non l&rsquo;efficienza e la qualit&agrave;, per farsi spazio&rdquo;.<\/p>\n<p>E&rsquo; veramente difficile paragonare il servizio in-store di Soundreef, basato su ristretto repertorio di dubbia qualit&agrave;, con il repertorio di SIAE, che comprende tutta o quasi la musica oggi disponibile.<\/p>\n<p>&ldquo;E&rsquo; vero, ci sono differenze enormi, per chi conosce la musica e pure per il cliente \/ pubblico medio, perch&eacute; quando il &lsquo;sottofondo musicale&rsquo; &egrave; di bassa qualit&agrave;, diventa davvero fastidioso. Soundreef sta poi creando una grande confusione nella testa dei musicisti. Gli interlocutori di Soundreef sono artisti spesso agli esordi, non tecnici informatici o specialisti in diritti musicali. Questa societ&agrave; si paragona infatti a SIAE, SACEM o GEMA, societ&agrave; che fanno un lavoro puntuale, granulare per decine e decine di migliaia di associati. Quelli di SIAE sono oltre 80.000, quelli delle nostre consorelle anche di pi&ugrave;&hellip; e vengono tutti rispettati e trattati allo stesso modo. Soundreef invece questa cosa, nei fatti, pu&ograve; permettersi di non farla. Ad esempio, lei domani pu&ograve; iscriversi online a Soundreef fingendosi Franco Migliacci (storico paroliere di &ldquo;Nel blu dipinto di blu&rdquo; e mille altri successi, NDR) o Vasco Rossi e Soundreef registra la sua iscrizione. Non &egrave; neppure necessario inserire il proprio codice fiscale, non viene effettuata nessuna verifica&hellip; e con questi numeri non verificati Soundreef comunica ai potenziali utilizzatori ed ai media di avere 11.000 associati. Sono bravissimi a raccontare la loro storia di innovazione, ma i fatti dicono il contrario&rdquo;. [<a href=\"http:\/\/boxcommunication.it\/web\/stefania-ercolani-siae-soundreef-in-store-non-e-unalternativa-low-cost-a-siae-seconda-parte\/\">Leggi la seconda parte<\/a>]<\/p>\n<\/body><\/html>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata telefonica con Stefania Ercolani, direttore ufficio multimedialit&agrave; di SIAE. Chi dice che SIAE non sia cambiata negli ultimi tempi sbaglia di grosso. La sua voce oggi &egrave; pi&ugrave; chiara e tante procedure sono state davvero semplificate. 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