Musica, con l’app Yalp hai subito gli accordi delle canzoni

Solo pochi eletti riescono, col semplice ascolto, a individuare gli accordi di un brano musicale. Per tutti gli altri, una volta esistevano grossi e voluminosi canzonieri da sbirciare mentre si strimpellava davanti agli amici. Oggi i supporti digitali aiutano a ridurre peso e dimensioni, ma il dono dell’orecchio musicalmente intuitivo o lo si ha, o non lo si ha. Il mondo digitale, con le sue continue e strabilianti scoperte, corre però in aiuto di chi non è stato baciato dagli dèi della musica: con l’app Yalp si riescono a individuare gli accordi di una canzone semplicemente linkando il suo link da YouTube.
Yalp, (che è la parola play al contrario), funziona grazie a un algoritmo di intelligenza artificiale che sfrutta le reti neurali. Estraendo l’audio mp3 di un brano partendo dal suo video Youtube (qui sopra una versione di Halleluja di Leonard Cohen suonata dal vivo da altri musicisti ) Yalp fa una serie di «fotografie», frame per frame, alle frequenze audio. Confrontandole poi col database della macchina, l’app è in grado di rintracciare i tipi di accordo, tradotti non in note ma con le lettere dell’alfabeto (A, B, C, D,) in modo da rendere ancora più immediata la lettura per chi vuole cimentarsi a riprodurre la melodia.
A concepire e creare Yalp una startup brianzola:un musicista, un matematico e un programmatore (Simone Geravini, Mattia Bergomi e Vincenzo Picariello) hanno fondato Nami Lab, che nel febbraio 2016 ha lanciato Yalp. L’app per ora è disponibile solo sul web, ma a breve dovrebbe essere disponibile anche per i supporti mobile. Uno dei punti forti della creazione di questi tre giovani è che mentre la melodia e le parole di una canzone devono sottostare ai diritti d’autore, la struttura armonica – ovvero l’insieme degli accordi – non può essere messa sotto tutela. Questo permette una libertà assoluta nelle canzoni che si possono caricare sul sito di Yalp, a oggi oltre 20 mila.