La musica pop? Ci piace solo fino a 33 anni

Uno studio condotto da The Echo Nest – la piattaforma intelligente che riconosce e individua brani musicali – ha studiato il consumo di musica in relazione all’età degli utenti di Spotify, per cercare di capire quando succede che le top del momento non ci piacciono più e il nostro interesse vira per qualcosa di più classico e senza tempo. In altre parole, quando finisce l’adolescenza musicale e inizia l’età adulta? Quando smettono di interessarci i nuovi brani e i tormentoni lanciati alla radio? Secondo i ricercatori, succede a 33 anni.

Si è visto che gli adolescenti scelgono quasi esclusivamente i brani in testa alle classifica di vendite, i più ascoltati del momento. Secondo i dati analizzati, dai 20 anni in poi si cominciano invece a sviluppare gusti un po’ più personali, per arrivare ad essere un ascoltatore “maturo” verso i 33. Tuttavia, c’è un’enorme differenza tra uomini e donne. Se da adolescenti hanno gusti equivalenti, e se il cambiamento inizia per entrambi i sessi verso i 20 anni, le donne tendono a restare “immature” più a lungo, e il loro processo di crescita termina addirittura a 49 anni.

Perché succede? Certamente si può ipotizzare che l’omologazione è una delle caratteristiche dei teen-ager, che in tutti gli ambiti considerano la popolarità come un valore aggiunto e assoluto. Crescendo, questo principio viene messo in crisi ed è infatti al termine dell’adolescenza – più o meno a 20 anni – che iniziamo una lettura più critica della realtà, e della musica. Secondo gli autori della ricerca, inoltre, tanto più ci allontaniamo dalla nostra adolescenza quanto più tendiamo a idealizzarla. Ecco allora che gli One Direction ci sembrano feccia, e i Backstreet Boys o i Beatles (a seconda dell’età) li consideriamo musica pop di un certo valore.

C’è poi un ultimo fattore che ci allontana dalle vette delle classifiche, e succede quando diventiamo genitori e iniziamo a scegliere filastrocche e ninna-nanne. Classificando questi utenti come “presumibilmente genitori”, gli autori dello studio hanno rilevato che diventare mamma o papà equivale a invecchiare di 4 anni in un solo giorno, almeno per quanto riguarda la rilevanza delle nostre scelte musicali.