La musica come X factor per potenziare l’immagine del brand

Secondo un’indagine globale di Havas le giuste note impattano con forza sull’identità del marchio, favorendo un coinvolgimento trasversale o mirato su 5 profili.
L’engagement è musica per i brand. Le giuste note, infatti, non sono solo canzonette, ma uno strumento di marketing privilegiato per comunicare con il consumatore, migliorare l’immagine del marchio e rafforzarne l’identità.

Secondo la ricerca globale del Gruppo Havas Sports & Entertainment il 73% delle persone pensa che le partnership musicali migliorino l’immagine del brand e il 70% le ritiene un fattore altamente distintivo rispetto agli altri competitor. Non solo. Il 62% dei consumatori si sente anche incoraggiato a provare i prodotti e i servizi proposti dall’azienda proprio grazie al giusto sfondo musicale, che risulta così un driver privilegiato.

Non è un caso che un colosso del marketing come Coca-Cola per la sua prima campagna globale e one brand #TasteTheFeeling abbia investito nella creazione di un’omonima colonna sonora originale e ad hoc. Si tratta di una canzone studiata per diventare mainstream grazie alla collaborazione con Music Dealers, con il noto DJ, artista e produttore svedese Avicii e con il celebre cantante Conrad Sewell.

Oltre la più complessa composizione di un motivo inedito ritagliato sul marchio, la musica si offre come una delle 4 fondamentali chiavi tematiche capaci di dare vita all’advocacy via social, brandizzando le conversazioni. Esiste poi la possibilità di indirizzarsi in modo più mirato al proprio target di riferimento, individuandone specifici modelli e gusti fruitivi.

Sempre secondo l’indagine Havas, vi sono infatti nei 17 mercati esaminati, 5 principali profili distintivi in relazione alla musica:

Mixologist (24%) Il segmento più popolare in Italia e quello più legato alla rivoluzione digitale. È composto infatti da coloro che soddisfano la sete di conoscenza musicale tramite il web, ricercando e condividendo le rispettive passioni con la community. Il 76% dei mixologist si considera tra l’altro un esperto in materia.
Vocalist (23%) A differenza degli altri ha un approccio più funzionale alla musica e la apprezza soprattutto come interprete e contribuente attivo. Il 73% del segmento, infatti, canta, mentre il 32% suona uno strumento. Si tratta, forse a sorpresa, del profilo più popolare in Cina.

Collector (20%) Colui che nella musica si identifica a livello esperienziale, ma anche in relazione alle proprie origini culturali. Il 72% del segmento associa momenti importanti della propria vita alla prima nota, che lo riporta ad un ricordo speciale.

Listener (19%) Predilige un’atmosfera più intima all’evento live, così come una fruizione incentrata sull’ascolto in privato, che per l’89% avviene a casa. Un profilo molto comune in Francia, Regno Unito e Germania.

Groupie (14%) Fan devoti, che esprimono apertamente il loro amore per celebrità e interpreti del panorama musicale attraverso selfie e social. Sono anche i più appassionati di programmi televisivi a tema musicale dove lo spettacolo e la performance sono centrali.