La lenta scomparsa dei banner pubblicita

Dopo aver invaso e creato scompiglio nel Web degli anni ’90 oggi sono in declino. Colpa delle app, delle pubblicità native e dei social network.

Nel 1994 un gruppo di sviluppatori, designer e editori svelarono al mondo una delle tecnologie più distruttive e invadenti della Rete: i banner pubblicitari. Il primi fecero la loro comparsa il 27 ottobre 1994, una decina di inserzioni di grandi gruppi tra i quali At&t e Volvo, su HotWire, la versione online del magazine di tecnologia Wired America. I creatori parlarono sin dall’inizio di un grande successo che aveva attratto lettori e inserzionisti. Ma la loro conquista del Web creò un mostro che in poco tempo conquistò la rete creando scompiglio.

Oggi le pubblicità su banner sono in declino. Questo perché il sistema che le fece crescere è anch’esso in crisi: oggi viviamo in un un mondo mobile e social, passando la maggior parte delle nostre ore online usando app che sono molto più veloci e semplici dei siti Web. I grandi colossi che controllano il mercato – Facebook, Twitter e Instagram – incassano milioni di dollari grazie a inserzioni integrate all’interno del News Fedd e non con banner esterni sui quali cliccare.

Ma quali sono gli elementi negativi veicolati dai banner? Come scrive il New York Times, in primo luogo hanno rovinato la grafica e usabilità del Web, invadendo ogni spazio libero delle pagine con sponsor e pubblicità. Oltre a questo visto che sono da sempre poco incisivi (e percepiti come uno spazio sul quale non cliccare) hanno costi molto bassi: questo significa che per incassare denaro è necessario venderne moltissimi. Solo invadendo il Web in ogni sua parte si può sperare di riuscire a raccogliere qualche ingresso.

Da ultimo c’è il problema della privacy. Dietro a ogni banner c’è una larga struttura in grado di controllare i movimenti degli utenti online per riuscire a migliorare l’efficacia delle pubblicità.Una macchina che tuttavia-come scrivono diversi studi-non porta a molto:la maggior parte degli utenti non guarderà comunque un banner pubblicitario.

Oggi le inserzioni sono veicolate in modo diverso, attraverso le pubblicità native,lanciate per la prima volta da BuzzFeed, che vide in articoli sponsorizzati ed integrati nella pagina (anche graficamente), un modo per finanziare il giornalismo.Oggi la stessa cosa viene fatta anche dai social network che propongono spazi ad aziende per presentare prodotti come se fosse un amico dell’utente a mettere una foto o un articolo.