L’ Effetto Mozart e l’Influenza della Musica sulle capacità di apprendimento

Quanto influisce l’ ascolto della musica durante le normali attività quotidiane? In particolar modo può, la musica, aiutare a stimolare i processi cognitivi durante la fase di studio?

Ascoltare musica incide in maniera rilevante sull’ uomo sia sotto un punto di vista fisico sia, soprattutto, mentale. E’ risaputo, infatti, come la musicoterapia aiuti la riabilitazione di persone affette da determinate patologie (autismo, disabilità motorie, disturbi dell’ umore, morbo di Alzheimer e altro). E’ facile comprendere, dunque, come essa abbia dei risvolti positivi sulla capacità di pensiero e di apprendimento in una qualsiasi altra circostanza.

Una ricerca effettuata da studiosi canadesi della McGill University di Montreal ha permesso di individuare le regioni cerebrali attivate dopo l’ ascolto di determinati brani, osservando un elevato flusso sanguigno nella regione adibita all’ elaborazione del piacere. In sintesi, la musica riesce a stimolare, attraverso il rilascio di dopamina (un neurotrasmettitore endogeno che svolge un ruolo fondamentale riguardo determinate funzioni, quali movimento,memoria, ricompensa, apprendimento, umore), zone del cervello che vengono toccate nel momento in cui si prova una sensazione di estremo benessere. Il rilascio di dopamina permette, così, di svolgere attività che richiedono elevati sforzi mentali (ad esempio lo studio), migliorando il nostro mood.

Esperimenti relativi al rapporto musica-apprendimento furono condotti da Gordon Shaw e Frances Rauscher i quali, nel 1993, elaborarono la tanto famosa quanto controversa teoria dell’ “Effetto Mozart”.

Dopo molto scetticismo, vari fraintendimenti ed un po’ di speculazione riguardo i primi risultati, la teoria arrivò a definire che la Sonata in Re maggiore per due pianoforti (KV448) aumentava temporaneamente (per un lasso di tempo di massimo 15 minuti) l’ intelligenza spazio-temporale dell’ ascoltatore, deputata all’ analisi delle forme, delle posizioni degli oggetti nello spazio e allo sviluppo del senso di orientamento (ricordiamo la formulazione delle 9 strutture dell’ intelligenza umana: linguistica, logico-matematica, spazio-temporale, musicale, interpersonale, intrapersonale, corporeo-cinestesica, esistenziale, naturalistica).