Il Fisco dà una una mano alla musica

Per farsi conoscere al grande pubblico i giovani musicisti potranno presto contare anche sull’aiuto del Fisco. Purché si tratti di un’opera prima o seconda, le imprese che producono il lavoro (a condizione che siano attive almeno dal 1° gennaio 2012) potranno beneficiare, infatti, di un credito d’imposta del 30% sulle spese sostenute dal 2014 al 2016, con un tetto di 200mila euro per l’intero triennio e di 100mila euro per ogni disco o video musicale. Altra condizione è che siano commercializzate mille o più copie dell’opera e che l’artista non abbia pubblicato, in Italia o all’estero, più di un’opera (sono escluse le demo autoprodotte, gli Ep e i singoli). Per opera si deve, infatti, intendere un insieme di almeno otto brani inediti o di uno o più brani che abbiano una durata non inferiore a 35 minuti (sono ammesse le cover, purché non superino il 20% dei contenuti del disco o della sua durata complessiva).Sono le indicazioni operative che il ministero dei Beni culturali ha inserito nel regolamento attuativo della norma della legge Bray (l’articolo 7 della legge 112/2013) che ha previsto il credito d’imposta per i giovani artisti. Il decreto è ora nelle mani del ministero dell’Economia, a cui spetta il via libera definitivo