Firenze, il Volo in Santa Croce con Domingo “Per noi una grande sfida”

Un cd e un dvd dal vivo. Una differita su Canale 5 , in prima serata. Il patto tra Il Volo e la città è chiaro: loro scelgono Firenze per presentare in anteprima il nuovo tour mondiale, il 1° luglio. Firenze offre ai tenorini la riapertura di piazza Santa Croce alla musica, dopo le proteste degli abitanti ed un pronunciamento del tribunale che impone solo tre eventi selezionati l’anno a distanza di 4 mesi l’uno dall’altro: a cinque anni dal set di George Michael, Palazzo Vecchio sceglie la musica nazionalpopolare da facile e turistica esportazione. Ma tutti esultano: a cominciare da Nicoletta Mantovani, vedova Pavarotti.
Alla fondazione intitolata a Big Luciano, che si occupa di giovani musicisti, andranno parte dei proventi del cd: «A lui I ragazzi del Volo sarebbero piaciuti, perché fanno uscire la lirica dal recinto dell’elite», dice la Mantovani. Con “Una notte magica” (biglietti da 40 a 100 euro) Piero, Ignazio e Gianluca si accollano una responsabilità non da poco: rendere omaggio ai tre tenori, ovvero Carreras, Domingo e Pavarotti stesso, a 26 anni dal loro concerto. Domingo sarà a Firenze sul podio di alcuni brani e, forse, duetterà con i tre ragazzi scoperti dal baby talent tivù “Ti lascio una canzone” (pochi giorni prima, il 30 giugno, saranno al Bernabeu col maestro e mescoleranno le loro voci con la sua) mentre Carreras salirà sul palco in Santa Croce per un saluto. «Una grande sfida che affrontiamo studiando tantissimo. Ma non vogliamo paragonarci neanche lontanamente alle tre star che omaggiamo, siamo consapevoli che non arriveremo mai al loro livello. Nutriamo però la speranza che grazie a noi molti giovani si avvicinino alla lirica» dicono i ragazzi del Volo, che confessano di canticchiare sotto la doccia proprio il repertorio che eseguono dal vivo «ma qualche volta ci scappa anche la dance di Bruno Mars». In scaletta, classici italiani, canzoni napoletane, pagine da Traviata , Turandot , L’elisir d’amore , dal musical e da zarzuelas, le operette spagnole: «È il concerto più importante della nostra carriera fino ad oggi – dicono – e lavorare con Domingo, beh, è come se gli One direction salissero sul palco insieme a Paul McCartney». Loro sognano di duettare con Bono, Adele e Sting, e non si crucciano se è stata la tivù a scoprirli: «Non c’è altro modo per i giovani di farsi ascoltare oggi. E poi è facile arrivare in alto, ma difficile restarci. Noi ce la mettiamo tutta, facciamo tante rinunce. Le ragazze, ad esempio: è vero che se sei innamorato canti meglio, ma pensiamo a costruirci un futuro. Il pubblico ci sta ripagando: la cosa più bella è vedere sotto il palco fan dai 5 ai 90 anni». Un concerto che rilancerà la città nel mondo, ma senza l’orchestra di Firenze: quella del Maggio, che suonò diretta da Mehta con i 3 tenori. In Santa Croce ci sarà quella del Massimo di Palermo: una rivincita per Francesco Giambrone (l’ex sovrintendente del Maggio defenestrato da Renzi per Francesca Colombo), oggi alla guida del teatro d’opera siciliano.