Così la Musica resta per sempre

Dal 1928 la storia della musica ha avuto chi, con lungimiranza, ha pensato al suo futuro collocandola all’interno del panorama culturale nazionale.Oggi, nell’era dei talent e della musica “mordi e fuggi” (diciamo la cosiddetta “musica dall’ascolto facile”), verificare che quasi novanta anni fa qualcuno pensò alla memoria e alla conservazione delle opere musicali, tra le quali moltissime indimenticabili, deve far riflettere sull’attenzione e sul rispetto che nell’altro secolo, sono stati poi riservati agli artisti.
Gli artisti sono a conoscenza che ogni opera che loro realizzano, producono e editano, sia audio che video, viene inviata e depositata per la storia della musica, presso uno speciale Istituto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo?Forse è utile che si faccia un breve cenno sulle attività di questo meritorio organismo che inoltre, per la dodicesima edizione del Premio Musica Controcorrente, collaborerà con l’Associazione Musica Controcorrente per la realizzazione della fase finale che si terrà a ottobre.
Presso l’auditorium di via Caetani a Roma, nello stupendo Palazzo Antici Mattei, saranno scelti e si potranno esibire dal vivo e unplugged, alcuni dei vincitori e, come premio, sarà effettuata una registrazione che resterà nella storia della musica italiana come un evento particolare ed esclusivo.L’istituto (IBSA) ospiterà la conferenza stampa del lancio della fase finale proprio nei giorni antecedenti l’evento.Vediamo, come detto, di informare i lettori sulla storia e sulle attività che sono svolte dall’Istituto.L’Istituto, nato con D.P.R. 233 del 26 novembre 2007, è subentrato alla Discoteca di Stato creata con legge decreto di Re Vittorio Emanuele III il 10 agosto del 1928. Il compito principale era ed è quello di documentare, valorizzare e conservare il patrimonio musicale e audiovisivo nazionale. Il patrimonio dell’Istituto attualmente è composto da 450.000 supporti, dai cilindri di cera inventati da Edison, dischi, nastri e video fino agli attuali supporti digitali.Il primo direttore, un etnomusicologo, fu Gavino Gabriel che valorizzò soprattutto il folklore sardo ma con ampi interessi anche in campo didattico e cinematografico.
Con Regio Decreto del 1 aprile 1935 la Discoteca di Stato passò alle dipendenze del Sottosegretariato di Stato per la stampa e la propaganda, e divenne parte del Ministero per la cultura popolare.Ma fu la legge 106/2004 che sancì l’obbligo del deposito legale obbligatorio degli audiovisivi.Infine, con legge 135 del 7 agosto 2012, l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, dopo un periodo di sospensione, ha ripreso l’attività.A breve sarà possibile consultare l’archivio, in modalità digitale in base ad un regolamento in vigore, in un’area denominata “Archivi del novecento”. Il fondo istituzionale, per opere dal 1907 al 1996, è stato periodicamente aggiornato.
Questo breve “excursus” per far comprendere, anche ai non addetti ai lavori, che il nostro Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo, dedica un serio impegno a favore delle migliaia di artisti italiani che quindi hanno presso l’istituto, che appunto ha stretto una proficua collaborazione per la 12^ Edizione del Premio Musica Controcorrente: depositati i loro tesori musicali a testimonianza che, anche se il successo mediatico non dovesse arridere ai più, l’Italia si ricorderà di loro. Viva la musica Italiana.