Ascoltare musica prima di dormire combatte l’insonnia?

Sappiamo tutti quanto sia importante dormire. E’ fondamentale riuscire a riposarsi per un determinato numero di ore per poter ottenere benefici fisici e mentali. Il sonno permette di rigenerare muscolatura e la memoria e il linguaggio vengono aggiornati. Inoltre, permette anche al corpo di eliminare tossine dannose. Insomma, sono solo giovamenti quelli che possiamo ottenere da un buon riposo salutare. Eppure, non è così facile per tutti. Secondo uno studio recente, circa il 30% degli adulti ha problemi con il sonno durante la loro vita (in maggior numero gli anziani). Tra i danni peggiori risultano esserci vuoti di memoria, problemi psicologici, disturbi dell’umore e d’ansia, problemi di salute a lungo termine, tra cui l’obesità e la demenza. I casi più gravi di insonnia cronica possono anche aumentare il rischio di mortalità. Vi chiederete: e la musica cosa c’entra con tutto questo? Può essere di grande aiuto, secondo quanto emerso.
La ricerca ha dimostrato che l’ascolto di musica “auto-selezionata” dal singolo soggetto, può effettivamente ridurre la seconda fase del ciclo di sonno. Questo significa che le persone raggiungono il famigerato sonno REM ristoratore – la parte fondamentale del nostro dormire- in modo più rapido. Nello studio, gli studenti che hanno ascoltato 45 minuti di musica prima di coricarsi, per tre settimane, hanno evidenziato un effetto positivo cumulato su più misure per quanto concerne l’efficienza del sonno
A seguito di tutte queste prove, il NHS ora consiglia “l’ascolto di musica soft” prima di coricarsi come metodo per prevenire l’insonnia.
Un’altra più approfondita ricerca ha evidenziato -su 651 persone- che ad essere stato maggiormente scelto è stato Johann Sebastian Bach. Dopo di lui appaiono, tra i più graditi, Ed Sheeran, Wolfgang Amadeus Mozart, Brian Eno e i Coldplay. Lo studio ha evidenziato, in totale, 14 generi musicali scelti e 545 artisti diversi.
Lo studio non si ferma qua: il prossimo passo della ricerca sarà quello di espandere l’indagine per coprire il maggior numero di persone e culture possibili. Verranno quindi verificate le scelte della musica da parte di ulteriori persone e quanto siano efficaci nelle diverse fasi del sonno.