I consigli di Alessandro Ricci ne “La bibba degli spazi al chiuso”
bibbia spazi al chiuso

Nonostante il nome, in questo nuovo volume a firma di Alessandro Ricci non si parla di religione. A meno che siate seguaci della sacra religione della musica. Col il titolo “La Bibbia degli spazi al chiuso”, l’autore ci propone infatti una guida al suono, visto dal punto di vista dei professionisti della musica, ma non solo.  Tra le pagine di questo volume si parla di sonorizzazione degli spazi, conversando volutamente anche con chi si trova a gestire luoghi pubblici. Proprio a questo fondamentale interlocutore è dedicato il sottotitolo: “l’invisibile trascendenza del suono spiegata all’imprenditore degli spazi collettivi”.

Un’opera tecnico letteraria e al contempo un libro corso per mettere in pratica i consigli di un artista che ha realizzato quasi mille ambienti, diventando un professionista della percezione acustica e del business degli ambienti collettivi, ricercatore e creatore dell’acoustic hacker design. Di questa sua lunga esperienza, Alessandro Ricci ha fatto un manuale, in cui “indaga e poi racconta la catena di processi mentali che incollano gli utenti ad un luogo fisico”. Lungi dal proporre un opera creativa o artistica, ne “La Bibbia degli spazi al chiuso” si indaga sotto un bisturi tecnico la coscienza di chi ascolta.

Sdrammatizzando il gioco di parole del titolo, Ricci conquista il pulpito per declamare: “io sarò il prete che vi ricorderà di drizzare la schiena. Troverò una buona occupazione lavorativa ai misantropi e metterò pace tra chi compra e chi vende. A tratti il libro ti apre il cuore, mostrandoti la potenza del gruppo e delle relazioni.” Dietro all’ironia e le esagerazioni rimane però un messaggio chiaro: la musica rimane un’arte, ma deve rispettare nella sua esecuzione alcune regole e dogmi scientifici. L’acustica degli spazi è in primo luogo tecnica, studio ed oggettività, e lo scoprirete leggendo i capitoli di: La Bibbia degli spazi al chiuso

Facciamoci un’idea dei contenuti del manuale:

– LA DIFFERENZA TRA UTENTI E FAN DEL POSTO –

“…Convogliare nuovi clienti non significa che torneranno.
Gli utenti potrai chiamarli clienti solo quando decideranno di tornare una seconda volta. Questo è uno dei passaggi cruciali di un meccanismo che ha l’urgenza di essere compreso nella sua totalità.”

Per proseguire nella lettura, vi consigliamo di non lasciarvi scappare questa nuova opera fondamentale.